SOS Esami terza media! Eccoci!

Sei uno studente di terza media e stai precipitando nel baratro dei dubbi? Non sai cosa ne sarà del tuo esame con l’emergenza coronavirus? Ti stai chiedendo in continuazione chi potrà aiutarti, seguirti e guidarti?

La risposta è: Ohana!

Noi di Ohana ci siamo! Non abbiamo la minima intenzione di lasciarti da solo! Abbiamo pensato proprio per te un programma che è imminente

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Da lunedì 20 aprile

Ohana mette a tua disposizione le sue risorse e la sua esperienza per accompagnarti in un percorso produttivo. Prepareremo con te le mappe concettuali degli argomenti che faranno parte della tua «tesina». Ti insegneremo a valorizzare le conoscenze e le tue competenze acquisite.

Vuoi saperne di più?

Compila questo modulo o contattaci telefonicamente! Non vediamo l’ora di aiutarti!

formazione a distanza

Evviva la formazione a distanza!

Ai tempi del coronavirus siamo stati obbligati, volenti o nolenti, alla formazione a distanza. Eppure, a poco più di un mese dall’inizio del “blocco”, alcuni punti di forza della FAD stanno emergendo.

Distanza e lontananza non sono la stessa cosa

Si può essere vicini nonostante la distanza, purché la lontananza non sia un atteggiamento, un modo di fare, un pretesto per abbandonare il tentativo di «restare in relazione».

Noi di Ohana abbiamo capito che il trucco sta nel potenziare la relazione attraverso la tecnologia e non «malgrado» quest’ultima.

La FAD ha dei vantaggi

Premesso che, per una buona FAD servono dei computer funzionanti, delle connessioni di tutto rispetto e la pazienza di imparare ad usare gli strumenti che il Web o le varie piattaforme ci mettono a disposizione, la FAD ha dei punti di forza notevoli! Vediamo i più cruciali.

È obbligatorio fare una scelta di campo: esserci o non esserci

Non è una citazione dall’Amleto di Shakespeare, è piuttosto una verità emersa con la formazione a distanza. La FAD ha impedito a noi insegnanti, educatori e tutor di «esserci tanto per fare presenza», e di converso ha impedito agli studenti di «stare lì a scaldare la sedia».

Si tratta di una vera e propria rivoluzione che ha dissipato la nebbia di ipocrisie scesa da secoli sulla didattica in presenza.

Sincrono o asincrono? Il doppio delle possibilità

Con la formazione a distanza è possibile lavorare in simultanea, facendo ad esempio delle dirette, le cosiddette live session, oppure lavorare in differita, cioè in «asincrono». Docente e discente, tutor e studente possono preparare materiali e studiare in tempi diversi, per poi rimandare le domande, l’interazione, i chiarimenti al momento di confronto diretto garantito dalle live.

Cosa non ho capito? Il potere dell’autoriflessione

Vista dalla parte dello studente, cioè di colui che apprende, come discente, e che ha la responsabilità di costruire il proprio bagaglio culturale, la FAD rappresenta un’occasione preziosa. Stando di più da solo davanti a se stesso, alle cose da fare, agli obiettivi trasversali o disciplinari da raggiungere, lo studente si abitua, poco alla volta, ad interrogarsi sull’efficacia del suo personale apprendimento. Senza che se ne renda conto, allora, lo studente acquisisce l’abilità più importante di tutta la sua vita: «impara ad imparare», potenziando così la capacità di effettuare delle «autovalutazioni».

L’autovalutazione è la prova che lo studente sta diventando il maestro di se stesso!

Come posso essere più chiaro?

In modo simmetrico, possiamo inquadrare la FAD dal punto di vista del tutor, del docente, dell’educatore. Insomma, possiamo vedere cosa cambia dalla visuale di chi ha il compito di trasmettere passione e amore per la conoscenza.

Docenti, tutor, educatori e (perché no?) genitori imparano ad affinare le loro capacità comunicative. Noi di Ohana ci siamo resi conto che siamo sempre più abituati a chiederci: «come possiamo essere più efficaci?».

Anche i formatori, dunque, stanno beneficiano della FAD e si stanno misurando con l’obiettivo cardine della didattica:

arrivare a ciascuno per arrivare a tutti!

come scrive tuo figlio

Come scrive tuo figlio?

L’isolamento forzato nelle nostre case al tempo del coronavirus è un’ottima occasione per dedicarci ai nostri figli. Ti sei mai chiesto, da genitore, come scrive tuo figlio? Qui troverai qualche spunto di riflessione e un esercizio… per tenere d’occhio alcuni aspetti della grafia spesso sottovalutati.

Più tempo = più dedizione!

Non tutti i mali vengono per nuocere!

Questo, almeno, è quello che ci insegna la saggezza popolare. Cogliamo quindi l’occasione di concentrarci sul bicchiere mezzo pieno. Un grande vantaggio di questa difficile segregazione in casa è legato al fatto che possiamo dedicare più tempo ai nostri figli. Passiamo ore preziose accanto a loro, per assisterli nei compiti, nella didattica a distanza e, finalmente, abbiamo modo di sfogliare senza fretta i loro bellissimi quaderni!

Com’è il quaderno di tuo figlio?

Si sa, i bambini, come i preadolescenti, spesso hanno un rapporto intenso o contrastato con i materiali di scuola: strappano le pagine, sono spesso disordinati, travolgono i margini, gestiscono in modo discutibile lo spazio. Fin qui, nulla di preoccupante!

Il disordine può essere legato ad una spiccata creatività!

Non rimproverare tuo figlio o tua figlia se vedi che il suo quaderno è disordinato. Piuttosto: aiutalo o aiutala a capire i vantaggi di una gestione più razionale dello spazio bianco! Soffermati sul valore di una buona organizzazione. Se un comportamento è vantaggioso verrà adottato spontaneamente ed automaticamente!

Il gioco del capovolgimento!

Se tuo figlio sta imparando a scrivere puoi fare con lui un gioco molto divertente che capovolgerà in un lampo i vostri ruoli! Siediti alla scrivania di tuo figlio, o chiedigli di sedersi accanto a te al tuo tavolo. Prendi due fogli, uno per te e uno per lui. Poi chiedi a tuo figlio di insegnarti le lettere che conosce: tu potrai scriverle con la mano sinistra se sei destro, o con la destra se sei mancino!

Cambiare mano ti farà tornare indietro nel tempo!

Ti sentirai regredire a quando era il tuo momento, agli inizi delle elementari, e toccava a te imparare i sottili movimenti della motricità fine, quella indispensabile ad un buon corsivo!

Riscoprire le vecchie difficoltà…

Questo esercizio ti aiuterà a non sottovalutare le eventuali difficoltà che tuo figlio sta incontrando ora. Riuscirai a valorizzare quelle competenze acquisite e gli apprendimenti andati a segno. Lascia che sia tuo figlio a ironizzare sulla tua brutta scrittura: permettigli di fare alcuni raffronti o di esprimere le sue osservazioni.

Cura l’impugnatura della penna!

Scrivere deve essere un piacere! La scrittura dovrà diventare, poco a poco, un’attività che si può protrarre nel tempo senza fatica, senza dolori e, soprattutto, senza ripercussioni per gli occhi.

Non allarmarti…

Non preoccuparti se la grafia di tuo figlio risulta irregolare o di difficile leggibilità. Abbi fiducia nell’esercizio e utilizza il gioco del capovolgimento per scrivere con tuo figlio qualche frase al giorno, curando l’armoniosità del maiuscolo o del corsivo!

Ohana abbatte le distanze

Ohana abbatte le distanze!

Noi di Ohana abbiamo capito la vera entità del problema coronavirus. Ci siamo resi conto che l’emergenza sanitaria ha la massima rilevanza e ci stiamo impegnando a rispettare tutte le restrizioni.

Tuttavia, noi di Ohana ci siamo anche posti una domanda cruciale: essere distanti significa per forza essere lontani? La nostra risposta è: ovviamente no.

La lontananza segna un distacco umano, emotivo ed affettivo. La distanza, invece, può essere meno traumatica, perché dovuta ad un semplice ostacolo fisico!

Questa distinzione, che può sembrare banale, per noi ha fatto un’abissale differenza! Ci ha aiutato a capire come muoverci, spingendoci a ideare nuovi programmi di supporto per i nostri ragazzi, perché non vogliamo lasciarli soli in questo difficile momento. Ecco come Ohana abbatte le distanze!

Ohana ha attivato due nuovi programmi

Modellando l’offerta formativa anche a distanza, Ohana ha attivato due iniziative: Ohana abbaStanza vicino, che si rivolge a chi già conosce la «famiglia di Ohana» con la sua organizzazione ed i suoi tutor, e Ohana Attraverso lo schermo, che si rivolge a tutti coloro che, vivendo altrove o non avendoci mai conosciuti dal vivo, non vogliono rinunciare alla nostra professionalità nel doposcuola specialistico.

Quali servizi offre Ohana?

Ohana è una realtà multifunzionale, che si occupa della persona in modo globale. A questo scopo, Ohana ha sviluppato una visione integrata, avvalendosi di modelli teorici all’avanguardia. Noi di Ohana crediamo nell’inclusione, e per noi, non ci sono persone “tagliate” per lo studio, né persone “inadatte” al lavoro intellettuale. Abbiamo adottato la più inclusiva definizione del termine «apprendimento» e ci occupiamo di doposcuola specialistico, di terapia logopedica e cognitivo-comportamentale, di parent-training, di meditazione e molto altro! Offriamo ad ogni studente la possibilità di approntare le strategie di apprendimento più funzionali e adeguate al suo stile personale.

I servizi offerti in presenza sono garantiti anche a distanza?

Sì, certamente. Ohana abbatte le distanze e supera i limiti fisici avvalendosi della tecnologia. Se hai una connessione ed un pc, non ti resta che contattare Ohana, compilare questo modulo ed entrare a far parte della nostra «famiglia»!

concentrazione compiti

4 regole d’oro per fare i compiti al tempo del coronavirus

La quarantena e l‘isolamento ti tolgono la serenità? Hai la sensazione di non riuscire a sgranchirti le gambe? Pensi in continuazione a quando tornerai a passeggiare liberamente? Non vedi l’ora di correre per i prati? Ho una buona notizia per te: sei in buona compagnia! Forzàti dall’emergenza a stare chiusi nelle nostre case, ci sentiamo un po’ tutti imprigionati, o peggio, schiavi dei nostri doveri. Ma vuoi la verità? Non è così.

Le restrizioni sono un’ottima opportunità!

Per fare cosa? Beh, per potenziare la tua concentrazione, per darti delle regole e, infine, per migliorarti! Certo! L’obbligo di restare a casa, spesso seduti alla scrivania, è un ottimo pretesto per cambiare qualche cattiva abitudine e aumentare il nostro livello personale di consapevolezza. Come? La risposta è semplice: osservandoci.

Fermati un attimo, respira, prendi contatto con te stesso. Come stai? Sei sereno? Stai gestendo bene il tempo? Fai mille pensieri e ti senti in un vortice? Sbaglio, o stai lì, con il libro aperto e lo sguardo alla finestra?

Ecco, è arrivato il momento di seguire qualche buon consiglio e prendere in mano la situazione!

Non “spizzicare”!

Esatto. Potrà sembrarti strano, ma mangiare fuori pasto e senza criterio vuol dire perdere tanta parte della concentrazione che potresti dedicare allo studio. Il corpo ha le sue leggi e, certo, va ascoltato, ma è una buona cosa gestire i suoi bisogni senza che diventino un continuo assillo. Quindi, fai una buona colazione, secondo i tuoi gusti e le tue necessità, senza abbuffarti. Poi siediti alla scrivania o al tavolo che preferisci, tenendo vicino a te un bicchiere d’acqua. Così quando avrai sete non dovrai alzarti di nuovo.

Fai delle sane pause!

Concentrarsi a leggere o a scrivere significa impegnare continuativamente la vista. Non stressare i tuoi occhi. Assicurati che i tuoi dispositivi siano in modalità “lettura”. La luce blu causa molti disturbi al sistema nervoso! Interrompi volontariamente le tue attività di studio ogni 30 minuti. Prenditi 5 minuti di stacco per alzarti, muovi le gambe, approfitta: fai una tappa in bagno, lavati il viso. Tornando allo studio ti sentirai più fresco e leggero.

Alterna le attività!

La monotonia porta alla noia! Perciò, se hai più materie da studiare, alternale! Un po’ di matematica, poi un po’ di italiano… e così via. Se hai solo un tipo di compiti da svolgere, organizza diversamente il metodo di studio. Prima leggi, poi scrivi, infine ripeti. Usa il registratore per riascoltare le tue parole! Variando in questo modo le tue attività impegnerai aree cerebrali diverse e aumenterai la tua concentrazione! Provare per credere!

Cerca di gratificarti!

Sei riuscito a concludere il capitolo? Hai realizzato una bellissima mappa concettuale di storia? Bravissimo! È il momento di gratificarti! Non dare per scontati i tuoi successi, ogni traguardo è una vittoria. In questo momento di ansia sociale, avere la lucidità di portare avanti i propri compiti può davvero essere un atto eroico. Non sottovalutare quello che stai facendo. Condividi con le persone che hai attorno i tuoi risultati e incoraggia i tuoi amici o familiari a fare lo stesso! In questo modo contribuirai a creare un clima di affiatamento e di solidarietà di cui c’è assoluto bisogno!

Imparare… in teoria

L’apprendimento costituisce l’oggetto di una vasta letteratura specifica. Inutile dirlo, ci sono molte teorie e diversi indirizzi. Eppure, possiamo dire che tutte le teorie finora proposte appartengono a una delle due grandi categorie esistenti.

Per alcuni studiosi, l’apprendimento è un processo graduale, per lo più continuo. Il loro slogan sarebbe:

Si impara per prove ed errori

Ci sono poi altri teorici che guardano all’apprendimento come ad un processo che ha inizio con una vera e propria intuizione. A questa intuizione fa seguito una rottura della visione del mondo precedente, poi una geniale ristrutturazione degli schemi mentali. Questi teorici parlerebbero di

una ristrutturazione del precedente assetto cognitivo

È utile integrare queste due prospettive, nel nostro caso, sapendo che i tentativi sono alla base dell’apprendimento esperienziale. La mente, poi, rielaborando i dati dell’esperienza, può costruire nuovi modelli, e immaginare, con l’intuizione, cose che prima non riteneva possibili.

Esperire per imparare

Cos’è l’apprendimento?

Apprendere, o imparare, non è altro che la capacità di vivere delle esperienze con una sufficiente intensità da produrre un cambiamento permanente nella persona che vive, conosce e comprende. In base a questa definizione, è facile capire che non può esistere alcun apprendimento al di fuori dello spazio esperienziale.

L’esperienza è maestra di vita

afferma un antico proverbio latino. Tutto ciò è verissimo. L’apprendimento, infatti, dipende strettamente dall’esperienza e può essere sia consapevole che inconsapevole. Perciò: non esiste alcuna persona al mondo che possa vivere senza imparare. Diceva bene Aristotele:

Tutti gli uomini hanno un innato desiderio di sapere.

Se la vita, l’esperienza e l’apprendimento finiscono per coincidere, è ormai chiaro che per imparare velocemente e proficuamente bisogna aprirsi alla socialità, all’ascolto, alla relazione: lo spazio preferenziale per sperimentare chi siamo e in che modo vogliamo cambiare.